L’ Oliera diventa Bomboniera Utile

 L’ Oliera diventa Bomboniera Utile

La nascita dell’Oliera pare risalga alla caduta dell’impero romano, quando la produzione e la commercializzazione dell’olio si riducono così drasticamente che diventa tanto raro e pregiato da essere valutato in alcuni casi come moneta contante.

Ed è proprio per questo che  si rendono fondamentali recipienti di struttura ridotta e riconoscibile.

In epoche trascorse e sino al medioevo l’olio nell’uso quotidiano si versava direttamente dagli orci, brocche e vasellame atto alla conservazione.

Dopo l’anno mille, le necessità ecclesiali riattivarono la coltivazione (erano infatti gli ordini religiosi a possedere la maggior parte degli olivi ancora coltivati perché gli oli benedetti erano presenti in ogni chiesa e le lampade sugli altari potevano essere alimentate solo dall’olio d’oliva).

L’Olio d’oliva, si poteva trovare soltanto nelle famiglie molto ricche e nei conventi, per coloro che non potevano permetterselo il grasso più comune utilizzato era la sugna.

Proprio la limitatezza delle quantita’ di prodotto ha fatto quindi nascere la necessità di recipienti piu’ piccoli, per portare in tavola l’olio, insieme agli altri condimenti.

Le prime oliere furono realizzate in terracotta, prive di tappo, una sorta di orcio che aveva una funzione simile al contenitore da tavola per l’aceto e che poggiava su un unico sostegno con sale, pepe ed altre  spezie in uso.

Con l’arrivo del rinascimento la gastronomia si perfeziona e migliora .Ecco che  sulla tavola compaiono i primi utensili quali: forchette, bicchieri individuali, gli stuzzicadenti e i tovaglioli…

E tra questi l’oliera, già ormai presente sulle tavole, da semplice contenitore diventa un vero e proprio oggetto di valore, espressione della classe sociale.

I materiali vengono via via sostituiti e si affinano: le terracotta rimangono solo nelle cucine, mentre sulle tavole compaio oliere in metallo, vetro e ceramica .

Con il  Re Sole e la Rivoluzione Francese un tripudio di nuovi prodotti e cibi che richiedono recipienti specifici per contenere farine di mais e polente, la maionese piuttosto che il foie gras, il soufflé, polveri come il cacao o il tè cinese per citarne alcuni.

In questo cambiamento l’oliera rimane  inalterata per forma e funzione, ma potenzia la sua funzione simbolica, rappresenta uno status sociale.

Viene realizzata  in materiali e manifatture sempre più di pregio a  dimostrazione del ceto sociale raggiunto dalla famiglia.

L’oliera si trova in  argento cesellato, ori con pietre preziose il cristallo e il vetro soffiato; sulle credenze delle sale da pranzo vengono sfoggiati dei ménage sempre più pregiati, meglio ancora  “prestigiosi”,

Con il secondo dopoguerra si assiste al primo stravolgimento del concetto di oliera.

La plastica rigida e morbida infatti consente la realizzazione di forme inusuali e colorate che non hanno più corrispondenza con la funzione dell’oliera che non svolge più un ruolo rappresentativo .

Le  forma e la funzione vengono talmente estremizzate sino a giungere ad una destrutturazione del concetto stesso di oliera.

A giorni nostri, le oliere sono apprezzate per i loro decori e per la funzione prima e si usano indifferentemente sia in cucina che sulle tavole, a seconda della mise en place.

Ecco diventano bomboniere matrimonio, le   bomboniere utili  e solidali , molto apprezzate dagli invitati….